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Paratesti Fontana

 

 

Novelle1

di Michel di Cervantes Saavedra

 

cioè

 

La bella cinganetta          Il geloso estremegno
L'amante liberale          La fantesca nobile
Rinconette e Cortadiglio          Le due donzelle
La spagnola inglesa          La sig. Cornelia
Il licenziato Vidriera          Lo sponsalizio pieno d'inganni e
La forza del sangue          Li due cani Scipione e Berganza

 

Novamente trasportate dalla lingua castigliana nella nostra italiana da Donato Fontana milanese. Dedicate all'illustriss. sign. il sig. Ercole Visconti, feudatario di San Giorgio e de' signori di Pagazzano, etc.

In Milano, MDCXXVII, per Bartolomeo Vallo ed Alberto Besozzo, con licenza de' superiori e privilegio.

 

IMPRIMATUR

Fr. Vinc. Aquensis Provic. S. Officii Mediol.
Fr. Al. Bariola pro illustriss. D. Card. Archiep.
Vidit Saccus pro excellentiss. Senatu etc.

 

 

 

 

ILLUSTRISSIMO SIGNORE,

grandissimo certamente è l'obligo che devono le nostre stampe a v. s. illustrissima, poiché appena nate articolarono i primi accenti sotto i felicissimi auspici dell'illustrissimo Suo nome. Onde per allegerirlo in parte abbiamo deliberato presentarLe questo secondo frutto colto negli orti di quelle, sapendo che se non altro almeno sarà col sale delle sue facezie per alleviarLe la molestia che forsi Le averan cagionata l'armi di Fiandra rappresentate nel picciolo diario che già Le consecramo. Et perché sappiamo che dalla innata Sua gentilezza sarà gradito, fa che augurandoLe dal cielo ogni felicità, umilmente Le facciamo riverenza.

Di Milano, li 27 gen. 1627

Di v. s. illustrissima obligatiss. e devotiss. servitori

Bartolomeo Vallo ed Alberto Besozzo

 

A' GIUDIZIOSI LETTORI

Per certo ch'ogn'altra cosa mi sarei creduto, amico lettore, che di dare alle stampe questa mia tradozione, perché ti assicuro che né le persuasioni d'amico, che sono di molta forza, né l'ambizione2 che il mio nome andasse attorno, stimolo più d'ogn'altro prudente, indutto già mai l'avrebbe a publicarla. Dimodoché queste novelle morte prima che nate per sempre avevano a rimaner sepolte, nate dico a questo nostro clima e sepolte in quanto che non potevano godere di questo cielo italiano. Et se non che un tale soverchiamente pietoso, fattosi padre d'una di loro sposandola con un picariglio o guidoncello che dir vogliamo, maritaggio invero troppo disuguale, ha fatto che i lamenti della meschinella fendendo l'aria da ciascuno siano stati intesi, ad arbitrio suo erano l'altre sorelle per essere esposte ne' publici postriboli. Questo eccesso adunque, affine ch'egli non si arrogasse tanto, ha fatto meco quello che prima non avevano potuto gli amici o l'ambizione. Le ho dunque fatte stampare; né con altri ornamenti te le faccio venire avanti di quelli co' quali da prima adornate le aveva il loro genitore. Ben mi puoi credere che avrei saputo vestirle all'usanza nostra, sapendo bene che i concieri e gli adobbamenti delle spagnuole diversi sono dalle nostre italiane. Ma così ho voluto farle comparire, stimando meglio i loro fregi delle piattole, delle giandusse e dei cancari d'altri troppo ammiratori delle proprie sciocchezze. Dico dunque d'averle tradotte con quella fedeltà maggiore che imaginar si possa, non aggiungendo, non diminuendo od alterando cosa alcuna fuori della vera intenzione dell'autore; e veramente, se per lo contrario avessi fatto, stimarei di aver commesso un grave peccato né saprei di qual maniera e con qual conscienza ciò si facciano lecito questi, de' quali poco prima parlava. È ben vero che volontieri avrei lasciati in ispagnuolo i versi che per entro vi sono, se non che, temendo non mi fosse rinfacciata la favola della volpe di Esopo che non potendo arrivare all'uva da astuta disse che non era matura, non mi avesse fatto mutar parere trasportandoli in nostra lingua in quella miglior maniera che sia stato possibile. Resta ora che tu gradisci questa mia fatica che, affine di darti qualche spassatempo onorato, espongo al tuo giudicio. Leggile adunque ed amami.

 

TAVOLA DEGLI ARGOMENTI

 

LA BELLA CINGANETTA

 

Don Giovanni di Carcamo cavaliere principalissimo, divenuto amante di Preziosa la bella cinganetta, doppo molta resistenza fatta a sé stesso si fa cingano e vive con nome di Andrea, però castamente, con lei. Intanto la figlia di una vedova in casa della quale erano alloggiati, sfrenatamente innamorata di lui né potendo ottenere il suo intento, con inganno fattolo conoscere ladro, è cagione ch'egli uccide un soldato per la cui morte è fatto prigione e capitalmente sentenziato. Preziosa per la di lui vita pregando viene conosciuta per donna Costanza figlia del governatore, il quale, riconosciuto medesimamente don Giovanni ed assolutolo dell'omicidio, con allegrezza universale gliela concede in moglie.

 

L'AMANTE LIBERALE

 

Ricardo, amante non amato di Leonisa, da soverchia gelosia spronato, entra in un giardino dond'ella con Cornelio era andata a diporto e, da' turchi fatti prigioni ambidue, patiscono vari infortuni; alla fine, con non pensato accidente avendo acquistato a sé stesso ed a lei la libertà, condottisi alla patria la concede al di lei primo amante. Ma non sapendo la giovane in qual miglior modo contracambiare tanto beneficio, dispone di sé stessa e con universale sodisfazione li diviene moglie.

 

RINCONETTE ET CORTADIGLIO

 

Due garzonetti spensierati, l'uno giuocatore d'avantaggio e l'altro tagliatore di borse, divenuti compagni pervengono in Siviglia. Quivi esercitando il ladro il suo mestiero è cagione che ambidue sono introdotti da Monipodio, prencipe de' guidoni, dal quale, conforme comandano i loro statuti essaminati ed abili ritrovati, iscusandoli l'anno del noviziato sono fatti ufficiali dell'accademia, nella quale per qualche tempo dimorando veggono cose di grandissimo stupore e maraviglia; alla fine pentiti si emendano.

 

LA SPAGNOLA INGLESA

 

Nel sacco di Cadiz Clotaldo cavaliere toglie e conduce in Inghilterra Isabella, della quale innamorato Ricaredo dalla regina l'ottiene in moglie. Di queste nozze oltremodo sdegnato Ernesto, è cagione che sua madre avelena Isabella; ma con antidoti agiutata rimane in vita ed è da' suoi genitori alla patria ricondotta. Per una lettera poi inviatale da Londra, crede che Ricaredo sia morto e così pensa di farsi monaca. Il giorno pertanto ch'ella doveva prender l'abito, giungendo Ricaredo, che fin allora era stato prigione de' turchi, e datosele a conoscere, con universale sodisfazione e maraviglia si dà effetto alle nozze.

 

IL LICENZIATO VIDRIERA

 

Tomaso Rodazza, di studiante divenuto soldato, scorre buona parte dell'Europa. Alla fine, condottosi a Salamanca, da una cortigiana di lui innamorata attossicato sta per morire. È curato da medici per mezzo de' quali, racquistando la sanità del corpo, perde poi quella dell'intelletto, per che, dato in una solenne pazzia, è materia di riso a tutta Spagna.

 

LA FORZA DEL SANGUE

 

È rubbata Leocadia da Rodolfo che medesimamente, senz'esser conosciuto, le toglie l'onore e l'ingravida. Si parte di Spagna per Italia; ed essa in questo mentre partorisce un fanciullo, per il cui mezzo, con non pensato accidente riconosciuto chi le fece ingiuria, vien richiamato Rodolfo alla patria, nella quale con sua sodisfazione e contento universale poi la prende in moglie.

 

IL GELOSO ESTREMEGNO

 

Filippo Carizale, prodigamente spendendo ogni suo avere, si conduce povero all'Indie. Poi in capo a dieci anni fattosi ricco, ritorna alla patria dove, innamorato di Leonora, senza dotte la prende in moglie. Divenutone poi soverchiamente geloso, la rinchiude in una casa nella quale Loaysa, col corrompere un moro ch'avea la cura della porta, entrando è cagione della morte di Carizale e del monacarsi di Leonora.

 

LA FANTESCA NOBILE

 

Due giovanetti, Diego di Cariazo e Tomaso d'Avendagno, mossi da picaresca inclinazione, per andare alla pesca dei tonni abbandonano la patria; ed ingannati i padri pervengono in Toleto, ove Tomaso in un'osteria, divenuto amante d'una fantesca, divien famiglio di stalla ed è cagione che Diego per tenerli compagnia fa l'acquatore. Alla fine Tomaso doppo vari avvenimenti, conosciuta la fantesca per certi contrasegni sorella di Diego, con contento delli due genitori la prende in moglie.

 

LE DUE DONZELLE

 

Marc'Antonio, promettendo a Teodosia d'esserle marito, le toglie l'onore e si parte per Italia; ella intanto, stimandosi ingannata, vestita da uomo lo segue ed in una osteria s'incontra in don Raffaelle suo fratello. Seguono di compagnia l'incominciato viaggio ed in un bosco ritrovano Leocadia che similmente per lo stesso effetto di Teodosia vestita da uomo segue Marc'Antonio. Pervengono insieme a Barcellona, dove, con non pensato accidente ritrovato Marc'Antonio, fanno ch'egli sposa Teodosia e Leocadia diviene moglie di don Raffaelle.

 

LA SIG. CORNELIA

 

Di Cornelia ... innamorato il duca di Ferrara, col prometterle di sposarla l'ingravida. Ciò perviene all'orecchie di don Lorenzo suo fratello, il quale, per vendicarsi del duca una notte con molti armati assalitolo, accelera il parto della sorella, la quale per timor della morte fugge in casa d'uno spagnolo e ritrova il bambino da lei partorito, per errore portato nella stessa casa. Alla fine con non pensato accidente divenuto il duca amico di don Lorenzo, con sodisfazione3 d'ambidue e contento universale sposa Cornelia.

 

LO SPONSALIZIO PIEN D'INGANNI

 

L'alfiere Campuzano con alcune gioie false dà a credere a donna Esteffania di Cayzedo d'esser un gran ricco; ed ella medesimamente con una casa e mobile d'un'altra fa credere a lui d'essere una gran signora. Affine d'ingannarsi l'un l'altro, si maritano insieme; poi d'indi a poco tempo mentre pensa l'alfiere d'abbandonare la moglie, essa fugge con le gioie false ed egli resta carico di mal francese.

 

NOVELLA ET COLLOQUIO FRA SCIPIONE E BERGANZA

 

Cani dell'ospitale della Resurrezione nella città di Vagliadolid fuori della porta del Campo, communemente chiamati li cani di Mahude.

 

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1 A p. 3, dove si legge: Delle NOVELLE ESSEMPLARI di Michel di Cervantes Saavedra novamente trasportate dalla lingua castigliana nella nostra italiana da Donato Fontana milanese LA BELLA CINGANETTA, il titolo dell'opera appare nella forma NOVELLE ESSEMPLARI.
2 Nel testo: nell'ambitione.
3 Nel testo: sodisfattiooe.